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Installazioni — Jacopo Dotti

Le installazioni di Jacopo Dotti attraversano sound art, opere site-specific e video mapping, in un lavoro di ricerca che indaga il rapporto tra suono, spazio architettonico e percezione del visitatore.

 

Ogni installazione nasce dallo studio del luogo che la ospita: l'opera non è collocata nello spazio, è costruita a partire dallo spazio — dalle sue proporzioni, dalla sua acustica, dalla sua storia. Un percorso che unisce la formazione musicale come polistrumentista, la ricerca architettonica allo IUAV e la pratica artistica contemporanea.

I temi della ricerca

Sound Art e installazione sonora

Il cuore della ricerca installativa di Jacopo Dotti è la sound art: opere in cui il suono è materia scultorea, non accompagnamento. La musica costruisce l'installazione tanto quanto gli oggetti che la compongono, in un'esperienza che coinvolge simultaneamente vista, udito e movimento del corpo nello spazio.

 

Un lavoro che affonda le radici nella tradizione della sound art internazionale e la reinterpreta con la sensibilità di un polistrumentista.

Site-specific e dialogo con l'architettura

L'installazione site-specific è irriproducibile altrove: nasce, vive e si esaurisce nel luogo per cui è pensata. Jacopo Dotti sviluppa questa pratica con un'attenzione particolare all'acustica dell'ambiente, alla sua memoria storica e ai flussi del pubblico.

 

Una scala non è solo un elemento architettonico ma diventa strumento; una tromba delle scale diventa cassa di risonanza; una galleria storica diventa partitura da eseguire.

Video mapping e installazioni tecnologiche

Accanto alle installazioni acustiche, la ricerca si estende al video mapping e alle installazioni tecnologiche: proiezioni architettoniche, ambienti immersivi e opere interattive che uniscono immagine, suono e programmazione. Un ambito che dialoga con la pratica video e con la direzione creativa multimediale di Revolux Studios.

Il rapporto opera-visitatore

Ogni installazione di Jacopo Dotti presuppone un visitatore attivo: chi entra nell'opera diventa parte dell'opera. I passi che riverberano in Euterpe, il movimento del corpo nello spazio di una galleria, il tempo che il visitatore sceglie di dedicare all'esperienza — tutto contribuisce a completare il senso dell'opera.

Il rapporto opera-visitatore

Euterpe — Conservatorio Cesare Pollini, Padova (2015)
Installazione sonora presentata alla mostra "Nuovi Segnali", a cura di Guido Bartorelli (Università di Padova). L'opera trova collocazione nella tromba delle scale dell'edificio, che ne riecheggia il significato: una cassa di risonanza acustica che riverbera i passi delle persone che salgono, metaforicamente paragonabile al percorso di conoscenza. La Musa Euterpe — fonte di ispirazione musicale — si impone di fronte alla lapide che commemora Cesare Pollini e il suo spirito creatore. Un'opera che sintetizza sound art, riflessione filosofica e site-specificity.

Installazione e Performance — Royal Opera Arcade Gallery, Londra (2015)
Installazione e performance di musica sperimentale nell'ambito della mostra "Inside III – Expo Contemporary Art" alla ROA – Royal Opera Arcade Gallery, progettata da John Nash e attiva dal 1821. A cura di Rosi Raneri ed Elizabeth Mitchell D'Anna.

Installazione e Performance — Flu Games Berlin II, Malzfabrik (2016)
Installazione e performance in concomitanza con la Berlinale 2016, nella storica Malzfabrik di Berlino. A cura di Elena Jelmoni (Jelmoni Studio Gallery), con pubblicazione nel catalogo di Edizioni Pulcino Elefante.

Installazione e Performance — Sale del Bramante, Roma (2016)
Opera e performance nell'ambito dell'XI Mostra Internazionale di Arte Contemporanea "EXPO/EGOS XI", a cura di Rosi Raneri, alle Sale del Bramante in Piazza del Popolo.

Ricerca sonora e video mapping

Oltre alle installazioni artistiche esposte in mostre e gallerie, Jacopo Dotti sviluppa sonorizzazioni dal vivo, ambienti sonori per allestimenti e video mapping architettonico per eventi, spettacoli e comunicazione culturale. Un ambito professionale che unisce competenze di sound design, programmazione, proiezione e direzione tecnica, sviluppato con Revolux Studios.

Jacopo Dotti - Euterpe - (Musa)

Autore: Jacopo Dottti

Dimensioni: 170 x 150 x 75 cm

Tipologia: installation sculpture

Materiale: fibra di vetro, tessuto (jersey), nylon

Tecnica: produzione industriale

Anno: 2015

Locazione: Revolux Studios Collection 

L’opera in questione, trae ispirazione e riferimento in primis da una visione onirica della musica, che si trasfigura mitologicamente nella dea Euterpe, nome dell’opera stessa, ed in secundis, al concetto di disvelazione, di aletheia, uno dei concetti summa del pensiero di Martin Heiddeger. Una visione celeste, al contrempo effimera e profondamente inebriate, sensuale, come appunto la musica, che si tramuta in una Venere fluttuate, in posizione orizzontale, supina e protesa, come la propaga- zione fisica del suono, verso l’infinito.

La dea si distacca dall’immanentismo terreno per raggiungere la conoscenza, attraverso un processo gnoseologico, di ascensione trascendentale, di disvelamento, di aletheia. É il Togliere il vero velo di Maya che fa vere la realtà non come papere, ma com’è. Essa è protesa simbolicamente verso la luce, verso l’illuminazione, all’empireo, attraverso un platonico Hiperuranio, dal quale metafisicamente, trae fonte vitale il creare, l’abilità che più avvicina l’uomo a Dio, quindi alla creatio Ex Nili.

I riferimenti, artistici, storiografici, morfologici, ai quali fa riferimento l’opera, sono tradotti e consolidati nell’aspetto scenografico e contenutistico. Da Amore e Psiche di Antonio Canova, al Ratto di Proserpina, all’Estasi di Santa Teresa o alla Beata Ludovica Albertoni di Gian Lorenzo Bernini, dall’Assunzione della Vergine di Antonio da Correggio, passando per le Muse ed ai Manichini di Giorgio De Chirico ed arrivando all’opera di Maurizio Cattelan.

Euterpe, come rappresentata nella varie iconografie, presenta un flauto in mano, che si permea di un significato sensuale ed strumentale, di creazione e procreazione. Contemporaneamente fonte di vita e strumento di gestazione, genesi primordiale ed ancestrale, di nuova nascita, di nuova vita, come la musica creata e composta con lo stesso strumento, come la Musa, che ispira l’artista nel creare qualcosa di nuovo.

Lo spettatore viene gettato in una dimensione di completo rapimento estatico che, induce un distaccamento contemplativo ed allo stesso tempo lenitivo dell’anima, assaporabile come non mai, nell’ascolto musicale. La riflessione, il distaccamento dal materialismo, conduce lo spettatore ad un elevazione simbolica e spirituale dell’arte e dell’anima, immersa in un processo di auto-conoscitivo, di auto-analisi introspettiva, che trova afflato nella fugacità e nell’istantaneità della percezione sensoriale ed emozionale, e che trova l’apice, nella massima percezione del piacere connaturato dell’ osservare e dell’ascoltare.

L’opera, coerentemente con il suo significato, trova la sua perfetta dimensione nonché collocazione, all’interno della mostra, nello spazio ed ambiente fisico nella tromba di scale dell’edificio stesso, che ne riecheggia il significato. Quasi come una cassa di risonanza acustica, a risuonare e riverberare i passi delle persone che si avviano ad intraprendere la salita della scala, metaforicamente paragonabile all’inerpicato e complesso, percorso conoscitivo per arrivare all’illuminazione.

La risultante semantica, trova concretezza nella spinta ascensionale paragonabile all’aura e generatrice dell’artista, ciò che spinge al creare. La Musa infatti e fonte di ispirazione e disvelamento, come la musica, che s’ispira e s’impone come essenza, difronte alla lastra che commemora Cesare Pollini ed il suo immortale spirito creatore ed ispiratore. É solo la musica, il suono, le vibrazioni, che permettono di invadere lo spazio e di scoprirne non i limiti, ma la sua infinità ed immortalità in forma d’arte, nella sua più perfetta ed alchemica ricerca conoscitiva ed esperenziale.

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Jacopo Dotti - Behind Blue Eyes

Autore: Jacopo Dotti

Dimensioni: 115 x 65 x 50 cm

Tipologia: installation sculpture

Materiale: fibra di vetro, tessuto (vestiti)

Tecnica: produzione industriale

Anno: 2016

Locazione: Revolux Studios Collection 

Jacopo Dotti - A Brick Out the Wall

Autore: Jacopo Dotti

Dimensioni: 40 x 30 x 120 cm

Tipologia: installation, sculpture

Materiale: fibra di vetro, tessuto (vestiti)

Tecnica: produzione industriale

Anno: 2016

Locazione: Revolux Studios Collection 

Image by Michal Biernat

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JACOPO DOTTI - Autore, Compositore, Produttore Cinematografico, Produttore Discografico, Polistrumentista, Designer, Artist Booking Manager, Esperto di Comunicazione, Esperto di Conservazione di beni culturali.

Revolux Studios S.r.l. 

Indirizzo: Via Carbonara, 39, 35010, Borgoricco, Padova - ITALY

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